Grecia

Dinanzi a noi si apriva il bellissimo porto

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“Eravamo seduti presso la finestra di un salottino del grande Albergo Centrale Internazionale, al secondo piano, in Brindisi; erano le quattro pomeridiane del 23 settembre del 1894. Dinanzi a noi si apriva il bellissimo porto, il più sicuro, credo, di tutta la costa adriatica d’Italia. Giù, giù, in fondo al mare, a filo dell’orizzonte, vediamo comparire alcuni punti neri, che lentamente si ingrandivano.

– Che cosa sono quei punti neri?

– Vapori, rispondeva il compagno. Non vede gli alberi e il fumo?

– No, io sono miope.

– Ma dopo alcuni minuti, fissando con l’occhio armato di lenti:

– Ora, dicevo, li distinguo bene anch’io. Continue reading “Dinanzi a noi si apriva il bellissimo porto”

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Grecia

Da qualche ora abbiamo lasciato Brindisi

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“Da qualche ora abbiamo lasciato Brindisi. Il saluto alla voce, accompagnato dalla sinfonia delle sirene che si congedano è stato, come sempre, affettuosissimo e augurale, mentre nell’aria qualche idrovolante ci rasenta tornando alla propria sede.

Tramonto chiarissimo che sfuma in pallidi colori, cielo che incupisce e si riflette nell’immobilità del mare, poi la notte s’illumina velocemente di stelle, che nell’assenza della luna, riescono a dominare magicamente la grande volta.

Ai primi chiarori dell’aurora, in lontananza si delineano i monti della Grecia, che per gioco sembrano nascondersi dietro un leggero velo di nebbia…”.

Ada Supino, Magico Oriente, 1959.

Germania

Estate torrida, birra più cara ma vino in anticipo

Aumenta il prezzo della birra (la cui disponibilità inizia a scarseggiare tra i rifornitori) e cresce l’allarme sulle patate, la cui raccolta rischia di essere del 40% in meno e per questo saranno di qualità inferiore e più care. Sono due delle conseguenze della lunga stagione siccitosa che ha colpito la Germania: da aprile a oggi poca pioggia e temperature molto alte, per lunghe fasi fino a 36 gradi.

La siccità ha anche colpito la vegetazione in generale, i boschi sono secchi e a rischio incendi, nelle città le vaste distese di prati appaiono ingiallite, mentre in alcune città (Amburgo, Berlino) è dovuta intervenire la polizia con gli idranti per innaffiare gli alberi. La Germania si è anche accorta di essere sprovvista di un serio piano anti-incendi e di non avere in dotazione (al contrario dell’Italia) alcun aereo da utilizzare in caso di vasti incendi. Un problema che finora non si era posto, ma che potrebbe diventare serio se le estati torride diventeranno più frequenti.

Per quanto riguarda la sete, la notizia del rincaro della birra potrebbe essere bilanciata dall’inizio della vendemmia prima del solito, già fra qualche giorno, ai primi di agosto. Sempre a causa del clima caldo, il vino arriverà dunque in anticipo sulle tavole dei tedeschi. Lo ha annunciato oggi l’associazione dei produttori di vino. Più Riesling e meno Becks, per semplificare.

Germania

Berlino, la Linke supera l’Spd

00berlinLa capitale tedesca vira politicamente a sinistra. Ma non è merito dell’Spd, il partito tradizionalmente più forte a Berlino, quanto della Linke, la sinistra più radicale. L’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto dei berlinesi realizzato da Infratest dimap proietta infatti la Linke al primo posto con il 22% e un aumento di 3 punti rispetto alla rilevazione precedente. Esattamente i tre punti perduti dall’Spd, che scivola al terzo posto con il 18%, risultato catastrofico in una sua roccaforte come Berlino.

I socialdemocratici sono preceduti dalla Cdu che si piazza al 21%, anch’essa tuttavia in calo di due punti. Quarta forza i Verdi al 15% (+1), quindi la destra nazional-populista di Afd all’11 (+1), che nella capitale tedesca resta al di sotto della media dei sondaggi nazionali (dove si aggira attorno al 15%). Chiudono i liberali di Fdp al 6%, in calo di 1 punto.

La crisi dell’Spd è accentuata a Berlino dai cattivi giudizi sull’operato del suo sindaco, Michael Müller, che secondo il sondaggio è criticato da un cittadino su due. Müller ha provato a recuperare consenso sollevando il tema del reddito di base per tutti, ma i berlinesi appaiono più interessati al fatto che il sindaco risolva piuttosto i problemi della loro città.

Polonia

Polonia, addio allo shopping domenicale

Novità nelle domeniche polacche a partire da domani: i centri commerciali resteranno chiusi. Termina così una delle particolarità della Polonia post comunista, quella dello shopping continuo per tutta la settimana. Una consuetudine anche per i tedeschi che vivono a ridosso del confine (la stessa Berlino dista meno di 100 chilometri dalla cittadina di Slubice). Come accaduto anche in Germania, chiesa e sindacato polacchi hanno fatto fronte comune e imposto il riposo domenicale. Se ne gioveranno i tanti lavoratori impiegati nel settore del grande commercio che riacquisteranno le domeniche libere. E non è neppure detto che vengano pregiudicati i consumi: indagini più recenti in alcuni paesi dell’Europa centrale (Germania fra questi) segnalano un calo di numeri e fatturati per lo shopping domenicale.

In Germania, ad esempio, nelle grandi città è possibile selezionare solo sei domeniche all’anno per l’apertura dei grandi negozi (in un orario limitato dalle 13 alle 18). Almeno due vengono utilizzate nel mese natalizio di dicembre, le altre si accoppiano alla presenza di particolari eventi, come le fiere. Ed è una curiosa coincidenza che l’avvio della domenica senza negozi in Polonia coincida con una delle sei domeniche di shopping aperto a Berlino, dove domani si conclude la Fiera del turismo ITB.

Germania

Boom economia, + 2,6% nel 2018

Per nulla frenata dall’incertezza politica, l’economia tedesca vola senza freni. L’istituto economico Ifo di Monaco ha rivisto in forte rialzo la stima di crescita per il 2018, portandola dal 2 al 2,6%. Si tratta del valore più alto dal 2011. “L’economia tedesca è in espansione”, ha detto il presidente di Ifo Clement Fuest presentando i dati, “lo slancio del 2017 si protrarrà anche nel 2018”. Un’onda positiva che abbraccia l’intero complesso dell’economia. “Molti settori fioriscono, dall’edilizia all’industria fino al commercio”, ha aggiunto il responsabile degli studi congiunturali dell’Ifo Timo Wollmershäuser, “e se il numero delle giornate lavorative non fosse stato così basso, già nel 2017 avremmo registrato una crescita del 2,5%”. Per l’anno in corso l’Ifo invece stima un +2,3%, valore già rialzato lo scorso luglio rispetto al più contenuto 1,8 stimato a inizio anno.

Una crescita che si riverbera positivamente anche sul mercato del lavoro, segnando nuovi record. Gli occupati sono quest’anno 44,3 milioni, saliranno a 44,8 nel 2018 e a 45,2 nel 2019. Parallelamente diminuisce la disoccupazione: dai 2,5 milioni di quest’anno si passerà a 2,4 nel 2018 e 2,2 nel 2019. In precentuale si andrà dal 5,7% al 5,3, poi al 4,9 fra due anni.

Vola anche l’avanzo di bilancio. Dai 25,7 miliardi di euro dello scorso anno si passerà ai 42,1 di quest’anno, per balzare ai 50,6 del prossimo e ai 62,1 del 2019. A meno che, avvertono gli economisti dell’Ifo, il governo che (prima o poi) verrà modificherà capitoli di entrate o spese.

Nuove polemiche susciterà probabilmente in Europa l’ulteriore crescita dell’eccedenza delle partite correnti. Dai 252 miliardi di euro di quest’anno si passerà ai 265 nel prossimo e a 278 nel 2019. La quota del suo contributo alle prestazioni economiche della Germania resterà tuttavia sostanzialmente invariata: 7,7% nel 2017, 7,8% nei prossimi due anni.